• 18 gennaio 2018

    Idee e persone per guidare l'Italia ed essere protagonisti in Europa

    Con la riunione della Direzione nazionale di ieri il Pd ha anche formalmente avviato la fase di selezione delle candidature mentre si sta lavorando a completare il programma  a partire dal lavoro e dalla formazione. 
    Come in ogni elezione saranno giorni intensi e complessi, gli equilibri da trovare sono tanti sia con gli alleati che all’interno del Pd: per rispettare la parità di genere, per rappresentare le diverse sensibilità, per coniugare competenze e rappresentanza territoriale, per dare il giusto valore al merito. Inoltre per la prima volta si sperimenta una nuova legge elettorale i cui meccanismi produrranno effetti per alcuni aspetti non del tutto prevedibili. 
    Sarà la Direzione nazionale - con il contributo dei segretari regionali - a sciogliere i vari nodi e alla fine ad approvare le liste sia per i collegi uninominali che per quelli plurinominali. Le scelte saranno difficili ma una cosa è certa: molto meglio così che attraverso un’incredibile e ipocrita consultazione come le “parlamentarie” del M5S che confermano la totale assenza di trasparenza e di reale democrazia interna a quella forza politica. 

    Ma la riunione di ieri ha anche messo in evidenza un fatto difficilmente confutabile. Il Partito Democratico è l’unico che può garantire al Paese un governo responsabile e riformatore. Non solo per le tante innovazioni già introdotte dall’azione di Governo negli ultimi cinque anni ma anche per le idee che siamo pronti a mettere in campo per proseguire sulla strada della crescita e del lavoro. Nuovo welfare, lavoro di qualità, formazione, sostenibilità ambientale, efficienza e modernizzazione del sistema pubblico, tenuta dei conti pubblici: dal governo abbiamo dimostrato in questi anni di saper intervenire con determinazione e competenza. In alcune circostanze - come sulla scuola - abbiamo sottovalutato la difficoltà a cambiare consuetudini e situazioni consolidate, oggi possiamo dire di aver imparato anche da quelle lezioni e di essere pronti anche a correzioni e aggiustamenti senza rinunciare alle riforme. Inoltre solo con una vittoria del Pd e del Centrosinistra possiamo garantire una fase nuova in Europa. Con la Francia di Macron e la Germania - che speriamo possa avere presto un governo stabile - l’Italia può giocare un grande e positivo ruolo per rilanciare l’Unione Europea sul piano economico, sociale e politico. Il voto di ieri per il rinnovo della partecipazione dell’Italia alle missioni militari all’estero ha messo plasticamente in luce le contraddizioni profonde del Centrodestra e l’inaffidabilità di 5S e LeU (vedere i parlamentari del partito di Bersani e D’Alema votare contro da’ la misura della mancanza assoluta di cultura di governo). 
    Per noi l’Europa è un tratto identitario irrinunciabile, e proprio per questo non abbiamo mai esitato anche a sollecitare a Bruxelles più coraggio politico e più flessibilità nei bilanci per favorire la ripresa e l’occupazione. Insieme ai nostri alleati - e in particolare alla lista +Europa di Emma Bonino - siamo noi gli unici che possono dare voce e forza all’Italia nelle istituzioni europee.

     

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