• 29 gennaio 2018

    Non mi ricandido, ma la campagna elettorale riguarda tutti

    Dopo una lunga, e bellissima, esperienza in Parlamento questa volta non mi ricandido. Si può fare politica in altri luoghi e oggi sento personalmente la voglia di tornare ad una dimensione più sociale e “dal basso” dell’impegno civile. In questi anni ho cercato di rappresentare meglio possibile il mio territorio e di dare un contributo alla definizione delle scelte politiche e di governo a livello nazionale.   La presenza in Parlamento è stata per me una grande scuola di politica e non solo: ho avuto la fortuna di occuparmi di materie che mi appassionano, come la politica estera; ho imparato a combattere dall’opposizione e a dialogare dalla maggioranza; ho potuto cogliere la complessità e al tempo stesso la perfetta delicatezza dei meccanismi istituzionali; ho conosciuto persone straordinarie, per competenza, sensibilità, storia; ho cercato di non adagiarmi mai e di studiare sempre. Oggi tocca ad altri e ad altre. A tutti coloro che si presentano di fronte agli elettori e alle elettrici per rappresentare il Pd e il Centrosinistra in Umbria e a livello nazionale auguro di poter fare del lavoro parlamentare un’esperienza formativa ed esaltante come è capitato a me. Sono donne e uomini che esprimono diverse generazioni, diverse culture, diverse esperienze e competenze. Li trovate qui.   Ora inizia davvero la campagna elettorale e dovremo fare il possibile per ricucire in fretta anche gli strappi e i malumori della composizione delle liste. La posta in gioco per l’Italia e per l’Europa è molto alta. Le proposte per il lavoro, la crescita, l’ambiente, i diritti che noi abbiamo presentato nel programma sono realistiche e coerenti con quello che abbiamo cercato di fare in questi anni difficili di crisi. Una crisi che, se possiamo considerare conclusa guardando ai dati statistici del Pil e dell’occupazione, non lo è nella vita quotidiana di tante persone, famiglie, aziende. Questo dato non può sfuggirci e spero in una campagna elettorale che parta dall’ascolto di chi ha più problemi, di chi si sente insicuro per la precarietà del lavoro, di chi - lavoratore o piccolo imprenditore - ha paura, si sente spiazzato dai tumultuosi cambiamenti della quarta rivoluzione industriale. Credo che nel centrosinistra - e solo nel centrosinistra - possa trovare una sintesi feconda la sensibilità sociale verso chi ha di meno e l’apertura a cogliere le sfide e le opportunità  che la globalizzazione e l’Europa rappresentano per noi. Siamo un grande Paese con molti problemi ma anche con molte risorse. Riuscirà a cambiare e ad aggredire i nodi che spesso bloccano le energie migliori dell’Italia quella classe dirigente che saprà offrire ai nostri concittadini una visione positiva e costruttiva del futuro, quella classe dirigente che saprà unire e non dividere, quella classe dirigente che saprà chiedere a ciascuno di fare il proprio dovere prima di rivendicare i propri diritti. Non siamo stati e non siamo perfetti neppure noi però sono convinta che sia il nostro campo ad avere più chances per affrontare e vincere questa scommessa. Questa newsletter settimanale mi ha accompagnato per molti anni e mi è servita per poter comunicare a chi ha avuto la pazienza di leggerla le mie riflessioni e l’attività che via via mi ha visto impegnata in Parlamento. Credo sia giusto proseguire questa consuetudine almeno fino alle elezioni del 4 marzo che rappresentano un appuntamento importante per il Paese e non solo per il Pd. Poi, nelle settimane successive,  proverò a pensare come non disperdere questa esperienza, magari trovando altri strumenti e altre forme. Buona campagna a tutti e a presto.

     

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