• Vi propongo l'intervista rilasciata a Paolo Lambruschi su AVVENIRE

     

     

    UNA GUERRA LUNGA NON È INTERESSE DELL’UE

     

     

    L’Ue vuole la pace subito perché non ha interesse che la guerra in Europa continui. Restano i due capisaldi dell’alleanza rinsaldata con Washington e dell’aiuto a Kiev per una legittima difesa. Ma per evitare che le conseguenze di medio periodo del conflitto aggravino la crisi economica e sociale è tempo di cambiare marcia I paesi guida dell’Unione facciano sentire la propria voce unita cercando di riannodare i fili del dialogo con Mosca.
    Dietro il cambio di rotta del governo sulla questione ucraina, certificato dal colloquio di lunedì scorso alla Casa Bianca di Mario Draghi con Joe Biden, la Vice Ministra degli Esteri Marina Sereni vede la rafforzata sintonia con gli altri paesi europei, in primis Parigi e Berlino.

    “La guerra e la crisi – commenta - si stanno svolgendo in Europa e la coinvolgono nella sua interezza. Trovo positivo che davanti all’aggressione russa in queste settimane ci sia stata un’unita sostanziale degli Usa e dell’Ue nel condannare l’invasione e aiutare l’Ucraina. Ma noi l’abbiamo aiutata per fermare il conflitto, questo è il sentimento diffuso oggi in Europa. E il presidente Draghi ha fatto benissimo a presentarlo sollecitando agli Stati Uniti l’urgenza di fermare la guerra, ribadendo che stiamo dalla stessa parte della barricata e che bisogna ritrovare la strada del negoziato”.

     

    Però Washington e Kiev continuano a chiedere armi anche all’Italia e soldati da dispiegare sul confine. Come deve rispondere il governo secondo lei?

    Abbiamo il dovere di sostenere la difesa degli ucraini, che è poi il mandato del Parlamento al governo dai primi giorni della crisi. E l’aiuto che consente la difesa è il modo di arrivare al negoziato, a meno che qualcuno non pensi che ci si possa arrivare con la resa dell’Ucraina. Ma questo è per me profondamente sbagliato, non possiamo non sanzionare un’aggressione militare di un Paese nei confronti di un altro paese sovrano. Il negoziato si aprirà se sapremo costringere Putin a fermare l’aggressione militare e a creare le condizioni per una tregua.

     

    Che ruolo deve svolgere l’Ue?

    Non è nostro interesse un conflitto protratto nel tempo che continuerebbe a mietere vittime e a seminare distruzione e odio e a creare conseguenze indirette in termini economici e sociali molto ampi. Basta pensare all’insicurezza alimentare globale per la questione del grano bloccato nei porti ucraini. Dobbiamo rivendicare un punto di vista europeo in una crisi europea.

     

    Ma quali sono gli spiragli diplomatici per una tale iniziativa europea?

    Stiamo tenendo un filo con i due paesi che hanno sempre tenuto aperta una prospettiva diplomatica e che sono grado di parlare con Russia e Ucraina, vale a dire Israele e Turchia. Ankara ha avviato una facilitazione che ha consentito incontri a livello abbastanza elevato tra i due ministri degli Esteri dei belligeranti.

     

    Ottenendo risultati limitati, però…

    È vero, ma l’iniziativa turca ha la struttura più avanzata e possiamo rafforzarla. Siamo sempre in contatto con i negoziatori di Ankara e credo che sia da riprendere la proposta di Enrico Letta che Italia, Germania, Francia, Polonia e Spagna assumano l’iniziativa comune prima di recarsi a Kiev e poi di aprire un dialogo con Mosca. Bisogna assumere l’iniziativa. Con la rielezione del presidente Macron sento una grande sintonia tra le sue parole e quelle del presidente Draghi.

     

    E come deve rapportarsi l’Ue con la Cina?

    Va sollecitata perché non si saldi definitivamente con la Russia ma eserciti invece una pressione per far cessare le ostilità, L’Ue deve continuare a considerarla un partner per lavorare nella direzione del dialogo e della tregua.

     

    Anche il segretario del Pd Enrico Letta è passato da una posizione più atlantista e filoamericana a una che vede un ruolo più deciso dell’Europa nella ricerca della pace. Cosa gli ha fatto cambiare idea?


    L’obiettivo resta la pace e questa è stata la posizione del partito democratico sin dallo scoppio del conflitto. Ma non ci può essere ambiguità sul fatto che la pace non presuppone la resa dell’Ucraina con l’accettazione del fatto compiuto dell’invasione. Non possiamo immaginare un ordine internazionale che si fondi sulla impunità dell’aggressore. Bene ha fatto Letta ad essere chiaro sin dal principio, l’aggressione è una inaccettabile violazione delle regole del gioco internazionale, E questo ci spinge ad essere a fianco dell’Ucraina rendendo possibile un suo avvicinamento alla famiglia europea, secondo la formula usata da Emmanuel Macron anche se il percorso formale sarà più lungo. Enrico Letta è in sintonia con gran parte del nostro popolo che ritiene la politica la vera alternativa alle armi, anche se per difendersi ogni tanto occorre usarle.

     

     

    QUI TROVATE I MIEI ULTIMI IMPEGNI:

     

     

    29 aprile

     

    Sono intervenuta allo Steering Committee della Local2030 Coalition.

     

    3 maggio

     

    Ho partecipato alla presentazione dei risultati della ricerca dal titolo "L’Italia, il peacebuilding e la prevenzione delle crisi: stato dell'arte e prospettive" promossa dall'Agenzia per il Peacebuilding di Bologna.

     

    Ho incontrato Jolita Butkeviciene, Direttrice generale per l’area latinoamericana e caraibica presso la DG INTPA.

     

    4 maggio

     

    Ho partecipato ad un evento nell’ambito dell’iniziativa #InsiemepergliSDG, campagna promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, insieme ai partner UN SDG Action Campaign, FAO, Commissione Europea, CIHEAM di Bari e Save the Children, il MAECI e la UN SDG Action Campaign, organizzato d’intesa con il Comune di Milano.

     

    Sono intervenuta alla prima sessione presso il Teatro Filodrammatici, insieme alla Direttrice della UN SDG ACTION Campaign Marina Ponti, alla Vice Sindaca della città di Milano Anna Scavuzzo, alla cantante Elisa Toffoli, alla DG di Save The Children, Daniela Fatarella e alla presenza di studenti di scuole superiori del territorio.

     

    Alla seconda sessione, presso Palazzo Marino, per lanciare l’edizione 2022 di #InsiemepergliSDG, insieme a Giuseppe SALA, Sindaco di Milano, Giorgio GORI, Sindaco di Bergamo, Emilio DEL BONO, Sindaco di Brescia, Luigi DE MOSSI, Sindaco di Siena e Roberto BONACCORSI, Sindaco facente funzioni di Catania.

     

     

    5 maggio

     

    Ho partecipato all’evento inaugurale della 39esima edizione di MACFRUT a Rimini.

     

     

    6 maggio

     

    Sono intervenuta alla Conferenza stampa di presentazione di CODEWAY 2022 – Cooperation Development Expo, la manifestazione organizzata da Fiera Roma con il supporto di Regione Lazio, Camera di Commercio di Roma e Unioncamere Lazio, in programma dal 18 al 20 maggio.

     

     

    7 maggio

     

    Sono intervenuta al convegno “Essere donna in Afghanistan: riflessioni e storie di diritti umani negati” promosso dalla Fondazione Walter Baldaccini a Foligno, in occasione del suo settimo anniversario.

     



    9 maggio

     

    Ho presieduto la terza riunione annuale del Comitato Congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo.

     

    Sono intervenuta all’evento “Global Health and International Cooperation: Addressing Current and Future Pandemics” promosso dallo IAI (Istituto Affari Internazionali) in partnership con Focus Equality.

     

     

    11 maggio

     

    Sono intervenuta al Meeting internazionale promosso presso il Ministero della Cultura dal W20, gruppo ufficiale del G20 sulla parità di genere, in vista prossimo Summit dei 20 grandi della Terra che si terrà a settembre in Indonesia.

     

    Ho incontrato il Direttore dell'Ufficio dell'OSCE per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani (ODIHR, , Matteo Mecacci.

     


    Incontri pubblici

     

    Ho partecipato all’Agorà democratica dal titolo "Difesa Comune Europea: quali prospettive".

    Sono intervenuta al workshop “Transizione energetica nel mediterraneo: sfide e oppotunità per la cooperazione italo - tedesca" promosso da MondoDem e Fes (Friedrich Ebert Stiftung).