• Manovra, riforme, Siria: gli impegni del Pd

    11 ottobre 2019

     

     

    Con l’approvazione in Parlamento della Nota di Aggiornamento del Def si apre ufficialmente la fase di predisposizione della manovra di bilancio per il triennio 2020-2022 mentre con il voto definitivo della modifica costituzionale che riduce il numero dei parlamentari si realizza solo uno dei tasselli del programma di governo sul piano delle riforme istituzionali. In entrambi i casi siamo solo alle prime mosse della nuova maggioranza di governo. I prossimi passaggi saranno molto importanti per dare il segno della capacità di rendere concreti gli impegni che abbiamo sottoscritto alla nascita del Governo Conte II.

     

    Andando in ordine. La legge di Bilancio, come sempre, deve contemperare una pluralità di esigenze ma l’orientamento politico deve essere univoco: più attenzione alle famiglie e ai lavoratori con redditi medio-bassi, più investimenti sull’economia verde, più risorse per scuola e welfare. L’eliminazione dell’aumento dell’Iva per 23 miliardi è un vincolo molto forte. Le altre – non illimitate – risorse disponibili devono andare senza esitazione a finanziare misure di sviluppo sostenibile e di equità sociale. Lavoreremo con la nostra delegazione al Governo e i nostri Gruppi parlamentari in questa direzione.

     

    Il taglio dei parlamentari è avvenuto, come concordato, con una maggioranza amplissima alla quale anche i nostri deputati hanno apportato il loro contributo. Non è la riforma del bicameralismo che avremmo voluto ma è stato giusto prendere atto del percorso già compiuto con le tre letture del testo e costruire pragmaticamente un accordo sulle altre riforme necessarie, a partire dai regolamenti parlamentari e da una nuova legge elettorale, in grado di riequilibrare l’effetto del taglio dei parlamentari sul terreno della rappresentanza sia politica che territoriale. Il confronto tra diversi modelli nel Pd e all’interno della maggioranza che sostiene il governo è utile e positivo se saremo capaci di trovare una sintesi largamente condivisa.

     

    Infine uno sguardo allo scenario internazionale che in questi giorni ci offre una drammatica escalation di tensione e violenza nel nord-est della Siria. Da Vice Ministra degli Esteri ho avuto occasione di esprimere nettamente il nostro punto di vista.

    Condanniamo l’intervento militare unilaterale della Turchia nei territori del nord est della Siria perché sta provocando nuove indicibili sofferenze sulle popolazioni civili, perché rompe l’unità della coalizione internazionale contro Daesh, di cui sia Italia che Turchia fanno parte, perché destabilizza un’area già percorsa da tensioni e conflitti. Siamo convinti che per la Siria non ci sia alcuna soluzione militare possibile. Riteniamo che i Curdi, che hanno combattuto al nostro fianco per sconfiggere Isis in Siria e in Iraq, ora non meritino di essere abbandonati al loro destino. Per questo chiediamo al governo di Ankara di cessare le ostilità e lavoriamo a ricercare nell’Unione Europea e nella Nato ogni possibile strumento per fermare le armi e tornare al dialogo e al processo politico.

     

    Lunedì il Ministro Di Maio si riunirà con i suoi colleghi europei in Lussemburgo e martedì riferirà alla Camera dei Deputati. Sarà quella la sede per rilanciare questa impostazione e definire anche le misure concrete che come Paese – nel quadro europeo e atlantico – dobbiamo e possiamo assumere. Intanto il Pd è impegnato in molte città in una mobilitazione per chiedere la fine dell'intervento, la protezione dei civili, il rispetto dei diritti dei Curdi. 

     

    Concludo con una nota positiva. Oggi è stato assegnato il premio Nobel per la Pace al Primo Ministro dell’Etiopia Abiy Ahmed Ali, un giovane leader che ha avuto il coraggio del dialogo e della riconciliazione portando la pace nel suo paese e nella regione. L’Etiopia, uscita da un confitto durato decenni, oggi è avviata sulla strada della modernizzazione, dei diritti, della crescita economica. Un esempio luminoso che speriamo altri vogliano e sappiano seguire.